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Conto Termico 2026 (3.0): guida completa agli incentivi per l’efficienza energetica

12 Gen 2026News

scopri le novità del conto termico 2026

Introduzione

Il Conto Termico 2026, definito anche Conto Termico 3.0, rappresenta la naturale evoluzione del meccanismo incentivante introdotto nel 2012 e potenziato con il D.M. 16 febbraio 2016. La nuova versione in arrivo entro il 2026 punta a incrementare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza degli edifici e semplificare ulteriormente l’accesso ai contributi economici.

Il meccanismo rimarrà gestito dal GSE, che continuerà a coordinare verifica, calcolo degli incentivi e erogazione dei rimborsi. Per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni, questo strumento costituisce una delle forme di incentivo più stabili e affidabili, perché non si basa su detrazioni fiscali, ma su rimborsi diretti erogati dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). 

In questo articolo introdurremo le principali informazioni, gli interventi e il funzionamento relativo al conto termico 2026.

Cos’è il Conto Termico 2026 o 3.0 e perché è così importante

Il Conto Termico 3.0 si presenta come un incentivo stabile, strategico e soprattutto semplice da comprendere. Finanzia infatti una serie di interventi legati sia alla sostituzione di impianti obsoleti, sia all’installazione di soluzioni moderne ad alta efficienza energetica. L’obiettivo è ridurre i consumi, minimizzare le emissioni inquinanti e favorire l’adozione di tecnologie come pompe di calore, impianti solari termici, sistemi ibridi e caldaie a biomassa.

Per privati e imprese il contributo può arrivare anche al 65% della spesa sostenuta, mentre per la Pubblica Amministrazione i rimborsi possono essere ancora più elevati, soprattutto se la riqualificazione coinvolge l’intero edificio. Tutto questo senza ricorrere a complessi meccanismi fiscali o procedure incerte: l’incentivo è stabile, con fondi programmati a livello nazionale e un processo digitale gestito completamente tramite il portale del GSE.

Quali interventi rientrano nel Conto Termico 2026

Il Conto Termico 3.0 amplia le tipologie di intervento ammesse. I beneficiari principali sono privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni.Per i cittadini e per le aziende che possiedono immobili, gli incentivi coprono:

  • Pompe di calore elettriche o a gas ad alta efficienza
  • Caldaie a biomassa con basse emissioni
  • Stufe e termocamini certificati
  • Impianti solari termici, anche combinati con solare a concentrazione
  • Sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia)
  • Scaldacqua a pompa di calore
  • Sistemi di building automation per il controllo dei consumi

Si tratta di tecnologie fondamentali per ridurre consumi e emissioni, sostituendo impianti obsoleti e superati dalle normative europee.

Per le Pubbliche Amministrazioni il panorama è ancora più vasto, arrivando ad ottenere contributi più elevati, spesso superiori al 60–70%. Le PA possono intervenire sull’intero involucro edilizio, migliorare la coibentazione, sostituire infissi e serramenti, aggiornare gli impianti di climatizzazione e potenziare l’illuminazione con tecnologie efficienti.

Come funziona la richiesta di incentivo

Il meccanismo di calcolo è semplice, il GSE valuta la potenza dell’impianto, le sue prestazioni, la superficie installata e la quantità di energia termica prodotta. Da questi parametri determina in modo trasparente il valore dell’incentivo. 

Gli incentivi vengono calcolati in base a potenza, tipologia di impianto, superficie installata o energia prodotta. Il pagamento può avvenire:

  • Un’unica rata per importi inferiori a 5.000 €
  • Più rate annuali (2 o 5) per impianti più grandi

Le modalità di accesso sono due:

  1. Accesso diretto → dopo aver realizzato l’intervento
  2. Prenotazione → riservata alla PA, che può ottenere garanzie prima dei lavori

Il tutto avviene tramite il PortalTermico GSE.

Requisiti necessari per accedere

Gli incentivi per poter accedere agli incentivi sono di due tipi: tecnici e documentali.

Requisiti tecnici

Gli impianti devono rispettare:

  • Certificazioni CE e regolamento UE Ecodesign
  • Requisiti minimi di rendimento
  • Limiti sulle emissioni (in particolare per la biomassa)
  • Dimensionamento adeguato all’immobile

Requisiti documentali

Per la richiesta sono necessari:

  • Schede tecniche dei prodotti
  • Fatture dettagliate
  • Dichiarazione di conformità
  • Libretto impianto aggiornato
  • Relazione tecnica ove richiesta
  • Foto ante e post intervento

Il GSE effettua controlli rigorosi, motivo per cui è importante affidarsi a tecnici certificati.

Come richiedere il Conto Termico 2026: la procedura

Per ottenere l’incentivo, il processo segue cinque fasi:

  1. Analisi preliminare
    Verifichiamo se l’intervento rientra nei requisiti tecnici e quali incentivi sono applicabili.
  2. Progettazione e scelta dell’impianto
    Individuiamo soluzioni efficienti e compatibili con il quadro normativo.
  3. Installazione certificata
    Garantiamo la piena conformità grazie ai nostri tecnici qualificati.
  4. Raccolta documenti
    Prepariamo documentazione completa e corretta, evitando rigetti.
  5. Invio domanda al GSE
    Carichiamo tutte le informazioni tramite il portale GSE e monitoriamo l’iter fino all’erogazione.

Negli anni abbiamo notato che gli errori più comuni riguardano documentazione incompleta o imprecisa, certificazioni mancanti o impianti installati in modo non conforme ai requisiti. 

Ecco perchè affidarsi a qualcuno di specializzato, una gestione sbagliata può portare alla sospensione o al rigetto della pratica: ecco perché il supporto di installatori esperti e abituati a dialogare con il GSE fa realmente la differenza.

Quali risultati si possono ottenere: esempi pratici

Gli incentivi possono essere molto interessanti anche su impianti domestici. Una pompa di calore di potenza compresa tra 8 e 12 kW può generare un contributo superiore ai mille euro e spesso erogato in un’unica rata. Un impianto solare termico, invece, può ricevere un rimborso calcolato sulla superficie installata, mentre una caldaia a biomassa certificata può essere finanziata fino a coprire più della metà dell’investimento iniziale.

Nella pubblica amministrazione i numeri crescono in maniera significativa. La riqualificazione energetica di una scuola o di un edificio comunale, soprattutto se vengono uniti interventi sull’involucro e sull’impiantistica, può ricevere contributi molto elevati, in alcuni casi in grado di coprire gran parte dell’investimento.

Per i riferimenti tecnici e normativi ufficiali è possibile consultare il portale ufficiale del GSE.

Confronto tra Conto Termico ed Ecobonus

Molti utenti non sanno quale incentivo convenga di più. Ecco le principali differenze:

  • Il Conto Termico garantisce rimborsi diretti, non legati alla dichiarazione dei redditi.
  • L’Ecobonus riduce le tasse ma richiede anni per recuperare le somme.
  • Il Conto Termico non dipende dall’IRPEF, quindi è ideale per chi ha redditi bassi o immobili aziendali.
  • I tempi di erogazione sono molto più rapidi.
  • I fondi sono stabili e programmati.

Per chi ha urgenza di intervenire o non vuole impegnarsi in pratiche fiscali lunghe e complesse, il Conto Termico 3.0 rappresenta una soluzione più concreta e immediata.

Perché il Conto Termico 2026 è uno strumento strategico per PA e aziende

Le Pubbliche Amministrazioni possono accedere alla modalità di prenotazione dell’incentivo, uno strumento molto utile perché consente di conoscere in anticipo l’importo massimo del contributo. Questo meccanismo permette agli enti di programmare gli interventi con maggiore sicurezza economica, evitando sorprese in fase di rendicontazione.

Per le aziende, invece, il beneficio più importante riguarda la riduzione dei consumi energetici e quindi dei costi operativi. Un impianto efficiente permette un ritorno sull’investimento più rapido e migliora le performance ambientali dell’azienda, sempre più richieste in bandi e gare pubbliche.

Il ruolo di OrobicaTech

Noi di OrobicaTech seguiamo l’intero processo con un approccio strutturato: dalla valutazione energetica preliminare alla scelta dell’impianto, dalla progettazione alla posa, fino alla gestione completa della pratica sul PortalTermico. Il nostro obiettivo è ridurre al minimo tempi e rischi, garantendo un impianto conforme e un incentivo ottenuto senza intoppi. Per privati, aziende e Pubblica Amministrazione proponiamo un servizio chiavi in mano che consente di affrontare la riqualificazione con sicurezza, trasparenza e un unico interlocutore.

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FAQ – Conto Termico 2026

Chi può richiedere il Conto Termico?

Possono accedere privati, aziende e Pubbliche Amministrazioni, ciascuno con modalità e incentivi dedicati.

L’incentivo è cumulabile?

La cumulabilità dipende dal tipo di contributo. In genere non è compatibile con altre agevolazioni nazionali sullo stesso intervento, ma può cumularsi con incentivi locali.

In quanto tempo viene pagato?

Per i privati il rimborso avviene di solito in uno o due mesi dall’approvazione. Per la PA i tempi possono essere più variabili.

Cosa cambierà realmente con il Conto Termico 3.0?

Sono previste procedure più snelle, nuovi interventi ammessi e requisiti tecnici aggiornati in linea con gli obiettivi europei.

È obbligatorio sostituire un impianto esistente?

Per molte tecnologie sì, perché il contributo è pensato per migliorare o sostituire sistemi inefficienti.